Perché scegliere il metodo Montessori?



Prima di parlare di cosa differenzia una scuola Montessori rispetto al comune metodo d'insegnamento devo per forza partire spiegandovi chi è stata l'inventrice di questo tipo di approccio all'educazione del bambino.

Maria Montessori è stata una donna che ha creduto nel cambiamento sociale e soprattutto nella visione della donna all'interno della società. E' stata una grande studiosa in un'epoca (fine '800 e inizi del '900) in cui l'istruzione, soprattutto femminile, non era cosa per tutti e veniva vista come non necessaria per la sopravvivenza. Si è battuta tanto contro l'emancipazione delle donne e la parità dei salari cercando di far capire che se una madre con famiglia va a lavorare deve essere trattata dignitosamente nel posto d'impiego. Deve poter istruirsi così da diventare una risorsa facoltosa per la famiglia e la società invece di esser vista come un problema. Voleva dimostrare che le donne non sono inferiori agli uomini.

Per sviluppare questo ideale femminista parte dal problema principale che blocca l'innovazione sociale: i figli. Comincia quindi ad interessarsi di pedagogia e psicologia e osservando dei bambini con disabilità comincia ad appuntare come cambiando l'approccio educativo i risultati fossero vincenti. Sviluppa l'idea che il bambino impara giocando e lo fa molto meglio se si sente amato. Nasce quindi il concetto di educazione del cuore dove il carattere dell'individuo si sviluppa con costante cura attraverso l'incontro di corpi "amorosi"

Continuando a parlare dei suoi ideali si batté per abolire il lavoro minorile, soprattutto in miniera e nei suoi corsi propose l'educazione sessuale come necessità di educare i figli al rispetto per le donne. Denunciò i grossi problemi dati dal numero esponente di analfabeti nella società e per queste sue strane convinzioni durante la Seconda Guerra Mondiale le sue scuole vennero addirittura chiuse.

Ma quindi in cosa consiste il metodo Montessoriano?

Bene, questa donna ha capito che per l'educazione del bambino la concentrazione è tutto, ma per permettere che questa possa essere efficace l'allievo deve sentirsi confortato, amato e rispettato. Lei capisce che il problema sta nel fatto che la scuola "normale" rende i bambini infelici perché non li appassiona. Spesso spegne la loro curiosità, il gusto di apprendere e quindi non sviluppano l'attenzione. Maria Montessori capisce che ognuno di noi è diverso e l'insegnamento deve basarsi sull'osservazione. L'ambiente dove cresce il bimbo deve essere adeguato per permettergli di esprimersi e sperimentare la conoscenza. Deve essere ordinato, pulito, curato ed esteticamente bello. Per imparare si utilizzano i materiali di gioco che sono pensati appositamente per favorire la manipolazione autonoma e l'acquisizione di concetti attraverso i sensi.

L'insegnante non deve più spiegare nozioni, ma osservare i bambini liberi di esprimersi mediante il lavoro con i materiali che sono progettati così che chi li usa si renda conto da solo se vi sia un errore autocorreggendosi. Il suo compito è quello di rendere l'ambiente adeguato secondo gli interessi degli allievi. Diventa un punto di riferimento per imparare a fare da solo. Li accoglie all'ingresso, li intrattiene in conversazioni piacevoli e soprattutto li ascolta. L'unico suo compito è lasciar sfogare la fantasia del bambino favorendo l'acquisizione di regole attraverso il rispetto degli altri.

Nelle case dei Bambini viene stimolata l'attività autonoma dell'allievo sviluppando le capacità motorie in modo sempre più fine. Vengono rispettati i ritmi di apprendimento di ogni allievo creando avvicinandolo anche ai lavori ordinari e all'arte.

Concludo scrivendo che Maria Montessori credeva che il grado più elevato di realizzazione umana corrispondesse ad una condizione di pace tra i popoli, all'uguaglianza e al rispetto delle capacità di ciascuno. Cercava l'armonia e l'unico modo per trovarla era insegnarla già da piccoli.